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Su la maschera! Il Carnevale parla parmigiano

Parma, 11 febbraio 2026 – Quando nasce il Carnevale? Qual è la sua storia a Parma? Che ruolo ha la gastronomia? Queste e tante altre curiosità sulla festa dedicata ai travestimenti, agli scherzi e ai peccati di gola sono state al centro della serata organizzata dal Laboratorio Aperto di Parma “Su la maschera… Sta arrivando Carnevale!”, con la collaborazione di Parma Quality Restaurants, Associazione Gastronomi Professionisti, Centro di Coordinamento Maschere Italiane e i Burattini dei Ferrari.

«Spesso ci si dimentica o non si conoscono fino in fondo le radici delle nostre tradizioni, di quei momenti di festa che caratterizzano l’identità di un territorio – spiega Enrico Bergonzi, presidente del PQR –, ed è ciò che abbiamo voluto fare con questo incontro: renderci più consapevoli della nostra storia, di quello che siamo, anche attraverso la gastronomia. Ogni cibo e ricetta tradizionale ha sempre un motivo ben preciso che li lega a un luogo piuttosto che a un altro».

A far da cicerone dell’incontro il gastronomo Giorgio Maria Zinno che ha accompagnato il pubblico attraverso la storia del Carnevale, partendo dall’epoca romana, quando non si parlava esattamente di una festa, ma di un modo di intendere la “follia controllata”; per proseguire fino al medioevo e all’epoca moderna, con il Carnevale spiegato da Camporesi, studioso che parlò di questo momento dell’anno come un dispositivo cultura che permette alla società di mettere in scena ciò che normalmente reprime: fame, corpo, desiderio, eccesso. Ed è in questo periodo del calendario, nel quale si esce dall’inverno con la sua scarsità di cibo, che ci si può concedere il piacere delle abbuffate, fra dolci e fritti.

Ad ogni località poi il proprio Carnevale, così nel parlare di Parma non poteva mancare la partecipazione di Maurizio Trapelli, in arte Al Dsèvod, la maschera parmigiana per eccellenza che rappresenta un servo, dal carattere scialbo e insipido, ma di grande astuzia e abilità risolutiva. Al Dsèvod è fra i protagonisti del grande raduno delle Maschere Italiane che a maggio ritornerà a Parma, con tappa a Busseto, come raccontato da Giancarlo Gobbi.

Nel parlare di maschere e travestimenti il pensiero corre veloce anche ai burattini, che trasformano il corpo umano in oggetto simbolico. Ecco allora entrare in scena Daniela e Giordano Ferrari con Bargnocla e gli altri personaggi della storia italiana, come Arlecchino e Pulcinella, protagonisti di divertenti siparietti, sulle note della fisarmonica di Corrado Medioli.

E se il Carnevale è lo spazio degli eccessi, anche a tavola, il gran finale non poteva che essere con i fritti della tradizione, dalle chiacchiere ai tortelli di marmellata, proposti dagli chef PQR Matteo Bersellini, Filippo Cavalli, Nico Tamani e Claudio Rabaglia, in abbinamento alla Malvasia dei Colli di Parma. A Carnevale si sa, anche il peccato di gola vale.